Se dovessi riassumere i miei ultimi 7 anni di fotografia in un'unica immagine, non sarebbe una foto in studio. Sarebbe uno scatto mosso quel tanto che basta per farti sentire il basso nello stomaco, con una luce che taglia la nebbia del fumo sul palco.
Mi chiamo Marco Loss e adoro fotografare la musica perché è dove le persone riescono ancora a sentirsi libere, i problemi svaniscono e l'energia della vita scorre come un fiume in piena; provare a catturare tutto questo è per me una sfida e un grande motivo di crescita.
Per il vostro festival non voglio fare semplici foto di reportage: voglio creare una macchina del tempo visiva. Chi guarderà le foto il giorno dopo deve desiderare di essere stato lì; chi c'era, deve poter rivivere quel brivido esatto.
Il mio punto di forza è riuscire ad entrare in contatto con le persone che vivono la musica, che la ballano, la cantano e riuscire a catturare quei momenti.
Per quanto prediliga il bianco e nero come mezzo espressivo, i colori sono comunque parte fondamentale del mio lavoro.
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